AMIANTO: A 20 ANNI DALLA LEGGE DI MESSA AL BANDO ANCORA 50MILA EDIFICI DA BONIFICARE

amianto AMIANTO: A 20 ANNI DALLA LEGGE DI MESSA AL BANDO ANCORA 50MILA EDIFICI DA BONIFICAREA lanciare l’allarme sul problema amianto è Legambiente. Nonostante 20 anni fa la legge 257/92 metteva al bando l’uso dell’amianto oggi è ancora molto presente ma soprattutto non si conosce esattamente dove ancora si trova. Secondo il CNR ci sono oltre 32 milioni di tonnellate di amianto sul territorio nazionale (prendendo in considerazione però solo le onduline di cemento amianto) e secondo un dossier di Legambiente ci sono 50mila edifici pubblici e privati in attesa di bonifica, 100 milioni di metri quadrati di strutture in cemento-amianto, a cui vanno aggiunti 600mila metri cubi di amianto friabile. Le Regioni avrebbero dovuto predisporre un Piano di censimento, bonifica e smaltimento dopo 180 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, ma nonostante l’urgenza del problema ancora in 4 regioni tale piano è in corso di approvazione (Puglia, Abruzzo, Molise e Calabria). E anche laddove il piano esiste, le azioni che lo dovrebbero seguire, come la mappatura dei manufatti contaminati, difficilmente arrivano. Continua la lettura ‘AMIANTO: A 20 ANNI DALLA LEGGE DI MESSA AL BANDO ANCORA 50MILA EDIFICI DA BONIFICARE’

SISTRI: RINVIATO AL 30 NOVEMBRE IL PAGAMENTO

Il rinvio al 30 novembre 2012 del pagamento del contributo Sistri previsto dal ministero dell’Ambiente non basta: Rete Imprese Italia chiede un incontro, ricordando che le imprese ad ora hanno pagato per un sistema non operativo.

Il ministero dell’Ambiente ha annunciato il rinvio al 30 novembre prossimo del pagamento del contributo a carico delle imprese dei contributi per il Sistri. Ma secondo le associazioni di Rete Imprese Italia il rinvio non basta: il contributo va eliminato. E sulle quote già versate negli ultimi due anni Rete Imprese Italia chiede un incontro con il ministro dell’ambiente. Tra le proposte delle associazioni, l’istituzione di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, efficiente ed economico, come già proposto ormai da diversi mesi al ministero e al Governo.

Segnaliamo, pertanto, che il contributo in scadenza il 30 Aprile non va pagato. Il pagamento è differito al 30 Novembre.

Vedi: “Cosa deve sapere chi si accinge a compilare il Mud” e “Obblighi Sistri: chi deve compilare il Mud?”

COSA DEVE SAPERE CHI SI ACCINGE A COMPILARE IL MUD

Tra le tante modifiche, il protrarsi dell’avvio dell’operatività del Sistri,  perpetratosi ancora una volta con l’ultimo rinvio al 30 giugno, ripristina giocoforza anche l’obbligo di presentazione della denuncia annuale del MUD che, per i rifiuti speciali pericolosi prodotti nell’anno 2011, dovrà essere presentato entro il 30 aprile.

Le opzioni a disposizione dei produttori iniziali di rifiuti e dei gestori di impianti di recupero e di smaltimento, per presentare la “Comunicazione Sistri” sono pertanto nuovamente due e la conferma   indiretta della possibilità di utilizzare la vecchia modulistica,  abrogata a suo tempo dal Dlgs n. 205/2010 e dal DPCM del 23 dicembre 2011, senza però predisporre una nuova procedura,   è la diffusione del software ufficiale per la compilazione mediante i siti web delle Camere di commercio. I moduli cartacei erano in effetti stati aboliti ma ci troviamo ancora   in assenza di una procedura ufficiale alternativa.

Risulterebbe così,  momentaneamente, ripristinato il file cartaceo, come peraltro già consentito lo scorso anno, dalla circolare 2 marzo 2011 del ministero dell’Ambiente e le citate due opzioni   risultano:

 1.    Comunicare i dati relativi al 2011 attraverso il portale Sistri, compilando online il “Mudino”  oppure

2.      Utilizzare i vecchi moduli e le modalità di presentazione previste dal DPCM 27 aprile 2010.

E di conseguenza, l’accesso al portale Sistri verrebbe ad essere riservato ai delegati Sistri dell’impresa o dell’ente, con l’esclusione quindi dei consulenti e delle associazioni imprenditoriali nel caso tali soggetti non siano state delegati secondo le modalità di legge.

E’ la stessa storia che si ripete:

1.            il Sistri non è ancora a regime e le imprese ne stanno chiedendo da tempo al governo  il blocco:  in particolare quegli operatori che hanno già pagato per le varie iscrizioni   e che hanno dovuto adeguarsi al passaggio alla registrazione on line di tutte le operazioni di gestione dei rifiuti.

2.            Ma   il problema non è   legato solo alle  graiVi difficoltà per  molti utenti del settore nel capire il funzionamento dei nuovi dispositivi  (chiavette USB, black box, etc.)    ma soprattutto alle pecche del nuovo sistema di tracciabilità  che,  in molte occasioni, come anche  nel corso dei passati  Click Day,  ha messo in luce  una non corretta funzionalità. Nella fattispecie,  molte Associazioni di categoria (ad es. Confindustria, Rete Imprese Italia, Confapi, Confagricoltura,  Alleanza delle cooperative italiane,   Confederazione libere associazioni artigiane italiane etc.) hanno di recente inoltrato  una lettera al ministro dell’Ambiente  chiedendo la sospensione del pagamento del contributo per il 2012, in  scadenza al oramai vicino 30 aprile. Non è certo la prima volta che si ha sentore di questo tipo di richiesta e non è neanche la prima volta che le istituzioni vengono vivamente invitate a riflettere su come   non poche imprese siano  passate alle azioni legali per ottenere il risarcimento delle quote già versate negli anni passati a fronte di un sistema contorto e di difficile gestione mai peraltro andato a regime . 

Non è cambiato nulla rispetto all’anno scorso, dunque, quando gli stessi moduli vennero utilizzati alla stessa maniera sebbene teoricamente aboliti. Va ribadito che in ogni caso che il portale Sistri è pertanto, come già detto, riservato soltanto ai delegati delle imprese/degli enti e non ai consulenti e alle associazioni imprenditoriali se non, opportunamente delegati.

CONTRAFFAZIONE: IL CONCENTRATO DI POMODORO CINESE NON PUO’ ESSERE ETICHETTATO “Made in Italy”

pomodorimadeinchina 150x150 CONTRAFFAZIONE: IL CONCENTRATO DI POMODORO CINESE NON PUO ESSERE ETICHETTATO “Made in Italy”E’ terminata con la condanna a 4 mesi di reclusione e 6 mila euro di multa (con la concessione della sospensione condizionale) la vicenda di un imprenditore dell’agro nocerino-sarnese che aveva trasformato e commercializzato come italiano del concentrato di pomodoro importato dalla Cina etichettandolo “Made in Italy”.

Soddisfazione è stata espressa dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania “per l’efficace intervento della Magistratura che finalmente ha fatto chiarezza sulla pratica scorretta di etichettare come prodotto italiano il concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina. È di fondamentale importanza, infatti, tutelare i consumatori da comportamenti scorretti e difendere la corrispondenza del marchio ‘Made in Italy’ con prodotti di qualità presenti sul mercato italiano come su quelli internazionali. Per questo voglio esprimere il mio plauso all’azione svolta dai Nuclei Antifrodi Carabinieri che, anche in questa circostanza, hanno evidenziato competenza e attenzione nella tutela della legalità e della qualità alimentare”.

Si tratta di una importante industria conserviera e il fatto risale al 2010 quando, in seguito alle indagini condotte dai Nuclei Antifrodi Carabinieri del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, la magistratura aveva disposto il sequestro preventivo di oltre 500 tonnellate di prodotto con etichettatura fuorviante.

Alla condanna si è arrivati in quanto, secondo il parere tecnico del prof. Paolo Masi, Preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli, “il processo di lavorazione effettuato in Italia non consente di etichettare come produzione italiana il concentrato di pomodoro di provenienza cinese”. Con questa motivazione è stata smontata la difesa dell’imprenditore secondo cui il processo di lavorazione cui il prodotto era stato sottoposto in Italia (pastorizzazione e aggiunta di acqua e sale) era da considerarsi – secondo la normativa doganale – “lavorazione sostanziale”, tanto da consentire di commercializzarlo come “doppio concentrato di pomodoro prodotto in Italia”.
L’indicazione “Made in Italy” in etichetta ovviamente avrebbe reso la commercializzazione del prodotto, all’estero soprattutto, molto più accattivante.

Negli ultimi due anni l’attività di controllo dei flussi import-export ha portato al sequestro di oltre 15 mila tonnellate di prodotti irregolari.

OBBLIGHI SISTRI: CHI DEVE COMPILARE IL MUD 2012?

MUD 150x150 OBBLIGHI SISTRI: CHI DEVE COMPILARE IL MUD 2012?Anche quest’anno la comunicazione MUD, relativa ai rifiuti movimentati nell’anno 2011, deve effettuarsi entro il 30 aprile p.v., ai sensi del DPCM del 23 dicembre 2011, concernente “Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2012” (S.O. n. 283 alla G.U.R.I. n. 303 del 30/12/2011)

 A tale proposito, riteniamo sia utile informare le aziende di quanto segue:

  • Le imprese che effettuano attività di raccolta e trasporto dei rifiuti, i commercianti e gli intermediari dei rifiuti senza detenzione NON DEVONO presentare alcuna dichiarazione;
  • Le imprese e gli enti produttori di rifiuti pericolosi, le imprese produttori dei rifiuti non pericolosi con più di 10 dipendenti (artigiani ed industrie), imprese ed enti che effettuano attività di recupero e smaltimento dei rifiuti  DEVONO presentare la dichiarazione sistri entro il 30 aprile 2012. Tale dichiarazione potrà avvenire:

a) tramite la compilazione degli appositi modelli  scaricabili da portale www.sistri.it, oppure

b) compilando e trasmettendo alle CCIAA competenti per territorio le schede MUD (di cui al DPCM 27 aprile 2010 ) relative alle attività svolte

  • Le imprese che effettuano attività di raccolta, di trasporto e di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali. DEVONO compilare e presentare il MUD entro il 30 aprile 2012. Si precisa che l’invio dovrà essere esclusivamente per  via telematica a questo fine debbono essere in possesso di un dispositivo contenente il certificato di firma digitale valido al momento dell’invio.
  • I Comuni o loro Consorzi o Comunità montane comunicano informazioni relative rifiuti urbani esclusivamente via telematica, tramite il sito www.mudcomuni.it predisposto da Unioncamere .
  • Produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche identificati dall’art. 3 comma 1 lettera m) del D.Lgs. 151/2005 già iscritti al Registro nazionale dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche devono compilare la comunicazione apparecchiature elettriche ed elettroniche esclusivamente via telematica, tramite il sito www.impresa.gov.it, accessibile anche tramite www.registroaee.it
  • Imballaggi: sono tenuti alla comunicazione MUD il Consorzio nazionale degli imballaggi (CONAI); i soggetti di cui all’articolo 221, comma 3, lettere a) e c), del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. per coloro i quali hanno aderito ai sistemi gestionali ivi previsti e presentano la comunicazione alla Sezione Nazionale del Catasto dei rifiuti, presso l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

 

ORDINI PROFESSIONALI: GARANTITA LA CONCORRENZA NELL’ALBO GESTORI AMBIENTALI

Il Tar Lazio ha accolto il ricorso presentato dal Consiglio nazionale dei Chimici che aveva impugnato le delibere del Comitato nazionale dell’Albo Gestori ambientali con le quali erano stati fissati i criteri per l’iscrizione nella categoria 8 (Intermediazione e commercio dei rifiuti).

Le delibere annullate prevedevano che il responsabile tecnico delle imprese non potesse ricoprire lo stesso incarico per più di 10 imprese iscritte all’albo.

Il Tar ha dato ragione al CNC in quanto “il parametro quantitativo risulta quindi irragionevole se isolatamente considerato, in quanto esso postulerebbe quantomeno l’integrazione con profili di carattere dimensionale e qualitativo, in quanto gli oneri connessi alla prestazione professionale non possono non essere correlati anche alla dimensione delle imprese coinvolte e alle problematiche gestionali specifiche delle stesse”.

Il CNC esprime vive soddisfazione in quanto è stata ripristinata la concorrenza virtuosa nel settore a tutela delle imprese e dei professionisti.

Vedi la sentenza del TAR per il Lazio

SLITTANO GLI OBBLIGHI SISTRI

Un emendamento alla legge di conversione del Dl 216/2011 (cd. “Milleproroghe”), approvato in data 22 gennaio 2012 dalla Commissione Affari costituzionali e bilancio della Camera di Deputati, prevede l’ulteriore slittamento al 30 giugno 2012 degli obblighi operativi del SISTRI.

Tale slittamento riguarda anche le piccole imprese artigiane sotto i 10 dipendenti, per le quali il sistema avrebbe dovuto diventare operativo da una data successiva al 1 giugno 2012 come da Decreto Sviluppo (legge n. 106/2011).

In sintesi, il termine di avvio dell’operatività del SISTRI diventa per TUTTI il 30 giugno 2012.

Inoltre ricordiamo che in data 6 gennaio è entrato in vigore il D.M. 10 novembre 2011 n. 219 che modifica il D.M. 18 febbraio 2011 n. 52 “Regolamento di istituzione del sistema di controllo e tracciabilità dei rifiuti”. Il nuovo decreto apporta modifiche, più o meno sostanziali, a quasi tutti gli articoli del D.M. n. 52/2011 ed, inoltre, ne sostituisce integralmente gli allegati.

Per facilitare nella gestione delle attività in relazione alle novità introdotte dal decreto scarica il testo coordinato del DM 18 febbraio 2011 n.52, dove sono evidenziate in azzurro le nuove parti introdotte ed in rosso barrato le parti cancellate.

Vedi il testo integrale del nuovo D.M. n. 219/2011 con i nuovi allegati

MAURIZI:ITALIA AL TOP NELLA SICUREZZA ALIMENTARE

Intervista a Daniela Maurizi pubblicata su Italia Oggi del 3 dicembre 2011

Su oltre 110 mila controlli effettuati nel 201 da enti pubblici e istituti  di zoo profilassi, le irregolarità sono state solo 3.120, il 2,6%. “L’Italia ha già una norma sull’etichettatura completa, è una perla fatta bene, non ci sono incomprensioni. L’Italia è all’avanguardia per i controlli e l’autotutela”, per Daniela Maurizi, consigliere Ordine dei Chimici di Lazio, Umbria Abruzzo e Molise e responsabile della divisione “Sicurezza Alimenti” del gruppo Maurizi di Roma non ci sono dubbi quando si parla di sicurezza alimentare dei prodotti italiani. “L’Italia è il primo paese per notifiche inviate, 548. E’ un primato positivo, perché siamo i più bravi, siamo in grado di andarle a trovare. Ma posso dire che per quelle che ho avuto esperienza, la metà delle allerte sanitarie poteva anche non iniziare”. Per quanto riguarda i controlli, “nel 2010 si sono avute 67 infrazioni per gli allergeni, che nella nuova norma sull’etichettatura dovranno essere evidenziati nell’elenco ingredienti, 338 per salmonella e 160 per isteria ed e-coli, più di 600 infrazioni per micotossine, più di 100 per metalli pesanti”. Infine i residui di pesticidi nell’ortofrutta fresca. “I fitofarmaci non devono essere additati come killer, chi li usa deve saperli utilizzare, è necessario il patentino”, dice.

ETICHETTA ALIMENTARE, LE PRINCIPALI NOVITA’

etichette 150x150 ETICHETTA ALIMENTARE, LE PRINCIPALI NOVITAA partire dal 13 Dicembre 2011 è entrato in vigore il nuovo Regolamento UE 1169/11 sull’etichettatura dei prodotti alimentari. Verrà dato tempo alle aziende di adeguarsi, in quanto le vecchie etichette saranno valide fino a Dicembre 2014.

È una novità attesa da molti e per molto tempo, basti pensare che attualmente la normativa Italiana in merito era il vetusto D.Lgs. 109/92 che ormai cominciava a risentire del peso degli anni. Tuttavia il vecchio decreto non andrà in pensione, non essendo stato abrogato, ma continuerà a convivere con il nuovo Regolamento, come spiega Manuela Vinay del Gruppo Manuela Vinay 150x150 ETICHETTA ALIMENTARE, LE PRINCIPALI NOVITAMaurizi che illustra le principali novità che verranno introdotte:

1)     campo di applicazione – il regolamento si applicherà a tutti i prodotti destinati al consumatore finale, compresi quelli somministrati dalle collettività (mense, ristoranti, catering ecc). Non viene specificato come il nuovo Regolamento dovrà essere applicato a queste realtà

2)     le informazioni dovranno essere fornite interamente in tutte le fasi della commercializzazione (sull’etichetta o su documenti allegati al prodotto). Ciò significa che gli obblighi riguarderanno anche gli “intermedi commerciali”

3)     leggibilità – verrà finalmente stabilita una altezza minima dei caratteri, pari a 1,2 mm. Per le confezioni più piccole l’altezza sarà di 0,9 mm

4)     allergeni – la loro presenza dovrà essere enfatizzata mediante un carattere o uno stile diverso rispetto a quello con cui sono scritti gli altri ingredienti

5)     origine o provenienza – verranno stabilite delle norme specifiche per indicare la provenienza di un alimento, qualora questa possa trarre in inganno il consumatore (es. mozzarella prodotta in Germania e venduta in Italia)

6)     obbligo di provenienza per le carni suina, ovina, caprina e di pollame

7)     etichetta nutrizionale – diverrà obbligatoria a partire dal Dicembre 2016 e riguarderà la comunicazione al consumatore di valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale

8)     preincarti – vengono definiti i preincarti come quelli preparati dai supermercati e posti in vendita a “libero servizio”. Questa tipologia di prodotti non verrà toccata dagli obblighi del regolamento (continueranno però a valere le norme nazionali), con la sola eccezione della comunicazione degli allergeni

Queste le novità principali, che tuttavia saranno integrate con l’emanazione di leggi nazionali o di regolamenti europei. In definitiva sono state poste le basi per una legislazione completa ed esaustiva, ma la strada da percorrere è ancora tortuosa e lunga.

AL VIA LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI DEI NEGOZI: ATTENZIONE A RUMORI E SICUREZZA

negoziapertinotte 300x167 AL VIA LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI DEI NEGOZI: ATTENZIONE A RUMORI E SICUREZZADomani partono i saldi, a Roma come nelle altre città italiane, ma è già da un paio di giorni che i negozianti sono liberi di aprire e chiudere quando vogliono anche per il riposo infrasettimanale.

Non solo negozi di abbigliamento dunque ma anche coloro che vendono alimenti e bevande, pub e ristoranti potranno decidere quando tenere aperto, anche dunque fino a notte inoltrata. Attenzione però a inquinamento acustico e sicurezza dei lavoratori.

Già sono partite le proteste degli abitanti delle zone più centrali e quindi più battute dalla movida notturna. Proprio per tenere conto del rispetto del riposo e della quiete di tutte le persone l’assessorato alle Attività produttive di Roma Capitale ha previsto che la Polizia locale effettuerà controlli sul territorio per evidenziare criticità che dovessero emergere in alcune zone.

I proprietari dei locali devono tenere conto che tutto ciò comporta un adeguamento della valutazione di impatto acustico notturno per il benessere dei cittadini, per tutti coloro che intendono restare aperti dopo le 22, ed anche una revisione della valutazione della sicurezza dei lavoratori che fossero adibiti a nuovi orari specie se notturni.